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About Chicco > Osservatorio Chicco > Per saperne di piu' > L'Esperto Risponde

L'esperto risponde

1.   La mia bimba ha quasi 6 mesi e ha sempre dormito nella sua culla senza problemi. Da circa 1 mese, però, quando ha sonno al pomeriggio comincia un pianto inconsolabile e si rifiuta di addormentarsi. Vorrei un consiglio, grazie.

Cara mamma, da quanto leggo, sembra proprio che la fatica ad addormentarsi della sua bimba sia strettamente legata alle sole ore diurne, ciò significa che potrebbe essere causata da qualcosa che accade o le è accaduto durante il giorno. Le azioni dei nostri bambini, grandi o piccoli che siano, hanno sempre un perché e prima di darle dei suggerimenti è necessario cercare di capire cosa ha scatenato questo comportamento. Ad esempio, l’inizio dello svezzamento può avere dei “contraccolpi emotivi” nei bambini che lo vivono come distacco dalla mamma e quindi non vogliono lasciarla per fare la nanna; un altro motivo potrebbe essere quello di aver sperimentato un’esperienza spiacevole durante la giornata, sempre legata alla separazione da lei e il sonno è quindi visto come qualcosa di estraneo che la allontana dalla mamma.
Ecco qualche consiglio per aiutare lei e la sua piccola ad affrontare più serenamente i momenti di riposo diurno:
- crei una piacevole routine per il sonno, non rigida, ma prevedibile. Ripeta sempre le stesse azioni prima di metterla a letto (cambiamo il pannolino, laviamo le manine, salutiamo i pupazzi, ecc. ) E’ importante fare tutto con calma e senza stress.
- Se piange per l’ansia da separazione che si manifesta generalmente tra i 6 mesi e i 2 anni, gli dedichi piccole attenzioni e tante coccole durante la giornata, giochi anche con lei a sparire improvvisamente e ricomparire poco dopo, così che la bimba possa tenere in memoria il momento felice del ritrovarsi.
- Le offra anche un oggetto consolatorio con il quale si possa sentire sicura.
Ricordi comunque che tutti i cambiamenti nella vita del bambino, la modifica delle abitudini e le tensioni familiari possono avere una ripercussione sul suo sonno. Per questo coccolate e abbracciate la vostra bimba perché le coccole sono una rassicurazione affettiva della quale vostra figlia e la sua nanna hanno un assoluto bisogno.
Dr.ssa Emanuela Iacchia
Psicologa psicoterapeuta
 

2.   Devo ricominciare a lavorare e sto iniziando a dare il biberon con il mio latte al bambino per abituarlo. Lui non ne vuole sapere del biberon, piange e urla. Come risolvo questa situazione? Grazie di cuore.

L'allattamento al seno per il bambino non è solo nutrimento ma anche piacere: l'abbraccio caldo della mamma, il suo odore, la sua voce lo gratificano e lo fanno sentire sicuro e protetto. Anche per questo il suo bambino fatica a rinunciare al seno della mamma per prendere il biberon. Quindi mentre prova a dare il biberon al suo piccolo, lo coccoli, lo abbracci, gli parli dolcemente come durante la poppata al seno, magari privilegiando il contatto pelle a pelle. Per far accettare al bambino questo necessario cambiamento, insista con molta dolcezza. Provi anche a verificare la forma della tettarella e controlli il flusso che potrebbe essere troppo veloce o troppo lento e quindi faticoso per il bambino.
Cordiali saluti.

Fabiana Toneatto
Ostetrica
 

3.   Cosa posso usare quando il culetto si arrossa e la pelle si screpola fino a consumarsi? Grazie anticipatamente.

Gentile signora,
il problema del suo bambino e frequente, soprattutto nell’area coperta dal pannolino perché la pelle dei più piccoli è particolarmente sensibile agli agenti esterni.
Per ridurre la possibilità di questi fenomeni è opportuno seguire alcune regole di comportamento generale durante il cambio:
1. Cambiare spesso il pannolino, in modo che il sederino del bambino sia sempre asciutto e pulito.
2. Lavare la pelle a ogni cambio con acqua tiepida ed un detergente .
3. Durante la detersione ridurre l’utilizzo di spugne perché potrebbero trattenere batteri e sporcizia.
4. Asciugare con cura e delicatamente il sederino tamponando senza sfregamenti ogni piega della pelle.
5. Dopo la pulizia e l’asciugatura applicare uno strato di pasta reidratante e protettiva a base di ossido di zinco per isolare la pelle dal contatto con sostanze irritanti.

Però se in questo momento la pelle del suo bambino è tanto irritata da presentare lesioni, è bene che si rivolga al suo pediatra che sarà in grado di formulare una diagnosi precisa e consigliare la pomata migliore per aiutare la guarigione.
Cordiali saluti.

Dr. Rinaldo Zanini
Pediatra
 

4.   Salve, il mio bambino si addormenta sempre molto tardi la sera, per quanto io possa stancarlo. Ho provato con il latte caldo e le camomille, con i cartoni animati e le ninna nanne, ma senza successo. Avete qualche consiglio?

Carissima mamma, prima di darle dei suggerimenti pratici, la invito a cercare  di capire come mai il suo piccolo non vuole addormentarsi: magari non vuole separarsi da voi e dalle attività piacevoli che fate insieme perché vi vede poco durante il giorno, oppure il sonno può sembrargli qualcosa di estraneo, al di fuori del suo controllo cosciente o ancora… potrebbe essere un tentativo di rimanere alzato fino a quando anche voi non andate a dormire. 
Provate a rispondere e intanto ecco alcuni suggerimenti per vincere la “resistenza alla nanna”.
Il primo prende spunto proprio dalle sue parole: non bisogna “stancare” i bambini di sera perché più sono stanchi più sono irritabili, fanno capricci immotivati e non vogliono dormire.
Crei una routine ripetitiva che accompagni ogni sera il bambino verso il momento della nanna, facendo tutto con calma e senza stress (ad esempio fare il bagnetto, lavarsi i dentini, leggere una storia, parlare della giornata trascorsa….) magari con qualche piccola variante: una sera la favola la racconta lei, il giorno successivo il papà…
Prima dell’orario della nanna, eviti giochi o attività che possano creare eccitazione, privilegi musiche dolci e ripetitive.
Una volta messo nel lettino, il bambino deve rimanerci e se ha paura di addormentarsi gli stia vicino e lo rassicuri. Può essere utile un pupazzo morbido (l’oggetto transizionale) che possa consolarlo e aiutarlo nel distacco.
Dopo l’ultimo bacio e prima di lasciarlo da solo nella sua cameretta, gli chieda sempre se ha bisogno ancora di qualcosa.
Di giorno non conviene oscurare la stanza dove fa il riposino, mentre alla sera è consigliabile fare buio ed accendere una luce soffusa per differenziare il giorno dalla notte.
Eviti di fargli fare sonnellini dopo le 16.30/17.00 perché sono ore rubate alla nanna serale. Buon riposo….
Cordiali saluti.

Dr.ssa Emanuela Iacchia
Psicologa e Psicoterapeuta
 

5.   Salve, mio figlio ha quasi due anni e quotidianamente gli faccio usare lo spazzolino per abituarlo col gioco alla pulizia. Non uso ancora il dentifricio. E' ora di utilizzarlo?

Buongiorno,
il dentifricio può essere utilizzato già allo spuntare dei primi dentini da latte: il suo gusto gradevole, per esempio alla frutta e con xilitolo, può rendere piacevole la pulizia dei dentini. 
Fino ai 3 anni di età del bambino, è però importante scegliere un prodotto specifico senza fluoro perché, in accordo col pediatra e l’odontoiatra, viene già somministrato per via orale sotto forma di gocce o pastiglie.
Un dentifricio al fluoro potrebbe, involontariamente, essere ingoiato dal piccolo, con il conseguente rischio di sovradosaggio.
Dopo i 3 anni di età, il dentifricio è fondamentale e deve contenere una bassa concentrazione di fluoro (500 ppm).  
Si ricordi sempre di supervisionare il momento dell’igiene orale, almeno fino alla piena autonomia del suo bambino.
Cordiali saluti.

Dr. Luca Levrini
Ortodonzista
 
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