PERCHE' ALLATTARE AL SENO
Durata della poppata
Non c’è una regola fissa, perché la durata della poppata varia da bambino a bambino. Un bambino può essere soddisfatto in dieci minuti e un altro in venti; la durata della poppata varia anche a seconda dell’ora della giornata e dell’età del bambino, è più lunga nei primi tre o quattro giorni dopo il parto, si abbrevia con il prosieguo dell’allattamento. Una poppata breve non sarà necessariamente inadeguata se il flusso di latte è rapido e sufficientemente abbondante. Anche il flusso del latte è maggiore nei primi minuti della poppata, in seguito rallenta. Solo nel caso in cui la poppata si prolunghi troppo, consultate il vostro pediatra per farvi consigliare.
L'ostetrica ti consiglia
È opportuno che il bimbo succhi da entrambi i seni. Potete iniziare la poppata dal lato in cui il neonato si è attaccato per l’ultima volta, lasciandolo succhiare per 15 minuti circa. Quindi attaccatelo all’altro seno. La poppata non dovrebbe durare più di 25 - 30 minuti per evitare che il capezzolo si irriti o che il bimbo succhi a vuoto.
Prima e dopo la poppata
Per evitare la comparsa di irritazioni o addirittura di ragadi, è indicato massaggiare il seno per qualche minuto prima della poppata. È consigliabile quindi lavarsi le mani per prevenire la comparsa di una infezione causata da un fungo - la Candida Albicans – chiamata mughetto, che si manifesta con piccoli puntini bianchi nella cavità orale del neonato. Questa infezione può passare alla mamma durante la poppata e i capezzoli possono presentarsi rossi e dolenti. anche se fastidioso, questo problema è di scarsa rilevanza e facilmente curabile assumendo farmaci prescritti dal medico. Il seno non richiede un’igiene particolare, troppo aggressiva, perché la secrezione delle ghiandole del montgomery garantisce lubrificazione e protezione necessarie.
L'ostetrica ti consiglia
È importante lavare sempre bene le mani prima di iniziare l’allattamento. Immediatamente prima della poppata potete detergere il seno con acqua tiepida e garza sterile o usare i pratici fazzolettini in commercio, specifici per la detersione del seno in allattamento, accertandovi che i componenti siano naturali e che non necessitino di ulteriori risciacqui. Verificate anche che non contengano tensioattivi che seccano la pelle o profumi in quanto potrebbero modificare l'odore naturale della mamma e disturbare il bambino. Dopo la poppata lavate il seno con acqua tiepida e senza sapone, lasciandolo anche per quanto possibile esposto all’aria. In caso di perdite di latte è bene utilizzare solo coppette assorbilatte studiate per garantire traspirazione e quindi pelle sempre asciutta. è molto utile spalmare periodicamente qualche goccia del proprio latte sui capezzoli e sull'areola, soprattutto in caso di ragadi; il latte materno ha infatti proprietà sterilizzanti, idratanti e cicatrizzanti. Prima di attaccare il bimbo al seno verificate che il suo nasino sia ben libero ed il bimbo possa respirare, altrimenti usate l’apposita soluzione fisiologica.
Quando smettere di allattare al seno
Non esiste un momento preciso per smettere di allattare. l’allattamento può continuare anche oltre il momento dello svezzamento, integrando il latte materno con un dieta solida o semi solida indispensabile dal 6° mese. seguendo queste modalità, come suggerisce l’organizzazione mondiale della sanità, l’allattamento al seno può proseguire anche oltre l’anno di vita del bambino.
La psicologa ti consiglia
A volte è il desiderio materno che spinge la mamma a prolungare l’allattamento come momento di coccola e contatto. È bene che la mamma intuisca quando l’allattamento al seno non è più prioritario per il bambino e quando è bene favorire il distacco e l’indipendenza reciproca. È possibile mantenere un buon rapporto tra genitori e figlio dopo l’anno di età anche sviluppando momenti di relazione diversi, fatti di piccole ma importanti esperienze comuni.