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Questo mese parliamo di...

Aprile

A SCUOLA... IN ANTICIPO.

La riforma scolastica del 2003, chiamata comunemente con il nome del ministro “Riforma Moratti”, prevede la possibilità dell’anticipo scolastico sia per la scuola dell’infanzia, sia per la scuola primaria. Alla scuola dell’infanzia possono essere iscritti i bambini che compiono i 3 anni entro il 30 aprile dell’anno successivo, cioè possono accedere bambini di 2 anni e 4 mesi. Alla scuola primaria possono essere iscritti i bambini che compiono i 6 anni entro il 30 aprile dell’anno successivo, cioè possono accedere bambini di 5 anni e 4 mesi. 
Diversi genitori si trovano quindi, già al compimento dei 28 mesi del bambino, davanti alla scelta di iscrivere il piccolo alla scuola dell’infanzia, iniziando così il suo percorso scolastico o spostandolo dal nido se frequentava precedentemente una comunità infantile.
Questa è una buona opportunità ma è necessario riflettere su alcuni punti. Innanzitutto l’inizio del percorso nella società scolastica può iniziare con soddisfazione se il bambino ha raggiunto alcune autonomie di base, ad esempio riesce a staccarsi da casa abbastanza facilmente, sta con piacere con altri bambini, mangia autonomamente o quasi, ha una buona evoluzione del linguaggio e se ha acquisito il controllo sfinterico (alcune scuole lo chiedono sebbene i bambini siano anticipatari). In ogni caso per un bambino essere “pronti” non vuol dire, come si potrebbe semplicisticamente credere, essere in grado a 2 anni di far già la pipì nel water o a 5 anni di riconoscere le lettere dell’alfabeto, ma vuol dire avere raggiunto un equilibrio emotivo abbastanza stabile e delle competenze sociali abbastanza formate (per quanto l’età possa consentire) da poter cominciare ad affrontare piccoli compiti, a soddisfare delle consegne e saper fare le cose con un po’ di impegno.
E’ bene inoltre tenere presente che se il bambino frequenta in anticipo la scuola dell’infanzia, segue il suo iter e andrà in anticipo anche alle elementari, allora non ci sono problemi. Se invece i genitori decideranno di aspettare i sei anni e mezzo per l’ingresso alla scuola primaria, al piccolo verrà fatto ripetere due volte il programma dell’ultimo anno di scuola dell’infanzia con il rischio di annoiarsi e di rimanere disorientato nel vedere i compagni andare via.
Non esistendo una regola prestabilita, la scelta rimane quindi strettamente dei genitori, che conoscono il proprio bambino e sono attenti ai suoi bisogni. Per decidere per il meglio sarà comunque importante consultarsi con le insegnanti della scuola dell’infanzia e con le educatrici del nido in un clima di collaborazione e fiducia reciproca.
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