FINO A QUANDO CREDERE A BABBO NATALE?
Non c'è un'età giusta per svelare il segreto di Babbo Natale, ma per fortuna non ci sono effetti collaterali se non si indovina il momento più propizio. Per riconoscere l’occasione adatta i genitori devono imparare a sintonizzarsi con sensibilità sulle esigenze dei propri bambini.
I bambini cominciano ad imparare la differenza tra fantasia e realtà molto presto, verso i due anni, quando usano il gioco simbolico, cioè il ‘gioco di finzione’ (ad esempio usano una macchinina come se fosse un bicchiere o una scatola di cartone come se fosse una capanna). Dal punto di vista emotivo è innanzitutto bene sapere che i bambini amano in ogni caso le storie di fantasia a prescindere dal fatto che le ritengano vere. Raccontare del mondo fantastico creato attorno a Babbo Natale non è affatto una bugia ma appunto una favola educativa, in cui si spiega il significato dell’attesa e dei doni.
Dal punto di vista cognitivo è inoltre interessante sapere che fino a circa cinque-sei anni di età i bambini sono in una fase di sviluppo in cui spiegano la realtà utilizzando il "pensiero magico". Quindi, per un bambino durante il periodo della scuola dell’infanzia, il fatto che sia Babbo Natale a portare i regali è "normale", cioè coerente con la sua visione del mondo e accessibile alle sue capacità cognitive. Ad esempio, il bambino può capire bene che Babbo Natale non può portare dieci regali tutti a lui perché non c'entrano sulla slitta, e non trova questa spiegazione contraddittoria col fatto che una sola slitta possa però contenere i regali per tutti i bambini del mondo. Invece, una spiegazione più "adulta", del tipo che mamma e papà hanno bisogno di risparmiare per pagare il mutuo, suonerebbe al bambino un po' come una lingua straniera.
Esiste poi una fase della crescita nella quale la realtà emerge e il bambino sente che la meravigliosa favola è, appunto, solo una favola. Forse scopre che Babbo Natale è il suo papà travestito, forse gli amici a scuola gli raccontano che non è lui a portare i doni, ma può capitare che non dica tutto questo subito ed è bene in questo caso rispettare il suo desiderio di prolungare la magia. I bambini, come gli adulti, quando vogliono credere fortemente a qualcosa fanno finta di non accorgersi della verità oppure, anche se la conoscono, si divertono a "giocare" con le loro credenze. I bambini mantengono una grande capacità di attraversare la linea di confine tra realtà e fantasia, di muoversi in un "regno di mezzo". Ecco, allora, che Babbo Natale ci offrono la possibilità di incontrare i bambini in quel regno di mezzo.
Spiegare ai bambini la verità su Babbo Natale non è un momento facile innanzitutto perché ci ricorda che il tempo è passato, che i nostri bambini stanno crescendo ed un periodo della loro infanzia si chiude. Inoltre non bisogna sottovalutare che, dopo aver passato tanto tempo a convincere i bambini a comportarsi bene per ricevere il premio da Babbo Natale, dire loro improvvisamente che tutto questo è falso è in qualche modo ammettere che sono stati ingannati. In realtà non sono stati né traditi né ingannati. La mamma e il papà hanno fatto i cantastorie: hanno raccolto concetti difficili da comprendere in un personaggio e questo li ha resi facili da capire al bambino. Non esiste Babbo Natale così come è stato proposto quando erano piccoli, ma continuano ad esistere tutti i concetti che rappresenta e i bambini più grandi possono iniziare a comprendere.
Come anticipato, non esiste quindi l’età giusta per spiegare ai bambini la verità su Babbo Natale. E’ bene affrontare l’argomento quando i piccoli iniziano a fare delle domande sempre più puntuali, lasciando ai bambini il vantaggio di essere loro a dare la notizia a mamma e papà, con tutti i dettagli di come lo hanno scoperto.
Quindi, in definitiva, non bisogna avere fretta di preparare i figli alla realtà ma non è neppure il caso di insistere con Babbo Natale nel momento in cui loro sembrano aver perso interesse per questa particolare storia: ce ne saranno molte altre a cui appassionarli.