Allergie alimentari, celiachia, stipsi e diarrea
L’alimentazione, in un organismo in rapido sviluppo quale è quello del bambino nella prima infanzia, costituisce uno dei più importanti e più delicati capitoli della puericultura.
Va affrontato in modo oggettivo e sereno, tenendo presente che il bambino ha una forza vitale e di adattamento che gli consente di superare tutte le nuove sfide che la vita gli pone per crescere.
Tuttavia, in casi molto rari, l’alimentazione in genere e lo svezzamento in particolare possono creare qualche problema.
Vediamo i più frequenti e clicca su quello che ti interessa:
Allergia alimentare
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L’allergia alimentare è dovuta a una particolare reazione dell’organismo all’introduzione di un alimento (alimento allergizzante). Questa reazione provoca una serie di manifestazioni cliniche quali: disturbi intestinali (diarrea, vomito, dolori addominali), eruzioni cutanee (orticaria, prurito), molto raramente disturbi respiratori (rinite, asma) e la dermatite atopica (definita anche eczema atopico).
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L’allergia alimentare nel bambino è certamente un argomento controverso che va comunque considerato senza perdere di vista equilibrio e buon senso. Non si può affrontare il tema dell’alimentazione del bambino con l’ansia e la paura delle allergie alimentari perché queste sono rare. Se non esiste una familiarità accertata è sufficiente proporre gli alimenti seguendo i criteri di introduzione in rapporto all’età.
Si deve usare una certa cautela soltanto verso alcuni alimenti che possono essere più facilmente allergizzanti se introdotti prima dell’anno di età:
- il latte vaccino
- l’uovo (più l’albume del tuorlo)
- il pesce
- fra le verdure, il pomodoro
- fra le carni, il pollo
- fra i cereali, il frumento
- fra la frutta, fragole, kiwi e frutta secca
Celiachia
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Il glutine è una proteina presente in alcuni cereali, quali frumento, segale, orzo, avena, mentre riso, tapioca e mais ne sono privi. Il glutine è tossico per i soggetti celiaci, cioè per le persone affette da celiachia. Per motivi ereditari questi bambini, se mangiano alimenti con glutine, sviluppano un grave malassorbimento intestinale che determina un ritardo di crescita e molti altri disturbi clinici.
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È consigliato (ESPGHAN 2008) introdurre il glutine non prima del 4° mese e non dopo il 7° mese. Poiché non è possibile individuare i soggetti celiaci prima che la malattia si manifesti, regolari controlli dal pediatra consentiranno di riconoscere i primi eventuali segni di intolleranza. L’introduzione dei cereali contenenti glutine rappresenta quindi una tappa fondamentale nel percorso alimentare del bambino.
Stipsi
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La stipsi è l’emissione difficoltosa di feci dure e disidratate, che può arrivare fino alla totale scomparsa delle evacuazioni. Va subito detto che la stipsi preoccupa molto meno della diarrea, perché può essere un disturbo fastidioso ma non compromette la crescita.
I bambini esclusivamente allattati al seno in genere non soffrono di questo problema; al contrario, i bambini che assumono latte artificiale possono qualche volta presentare difficoltà.
Con lo svezzamento solitamente il problema si attenua, grazie all’introduzione nella dieta di frutta e verdura, e quindi di fibre vegetali che richiamano acqua e facilitano la progressione delle feci lungo l’intestino.
Diarrea
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La diarrea è l’emissione di numerose scariche di feci liquide o non formate, solitamente causata da un’infezione gastrointestinale o da una modificazione della normale flora batterica intestinale (quella che abbiamo dalla nascita), che può essere ripristinata con l’aiuto di alcuni probiotici. In caso di diarrea è fondamentale evitare la comparsa di disidratazione, facendo bere il bambino in modo adeguato.
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In caso di diarrea, se il bambino è allattato al seno, il latte non deve essere sospeso. Se il piccolo è allattato artificialmente o è svezzato bisogna sostituire i normali pasti con altrettanti pasti contenenti solo liquidi (brodi di carote, camomilla, tè deteinati) con aggiunta di soluzioni reidratanti e offrendo dei liquidi anche tra un pasto e l’altro. Nel bambino con diarrea, la ripresa dell’alimentazione dovrebbe avvenire con gradualità, senza forzature, con pasti ridotti dal punto di vista calorico e diluiti. La cosa più importante è comunque garantire un’adeguata idratazione, per reintegrare liquidi e minerali.