Farlo mangiare da solo o con i grandi?
I bambini amano le abitudini: è bene, quindi, rispettare i loro orari. Se il papà rincasa spesso tardi sarà più conveniente che il piccolo continui a mangiare da solo.
Poi, sarà lui stesso a far capire ai genitori che vuole sedersi a tavola con loro: comincerà a fare capricci davanti alla sua pappa e curioserà nei piatti altrui. Appena è possibile, lo si può accogliere a tavola con il resto della famiglia per fargli assaporare quel clima conviviale che si crea a tavola. Molto utile è concedere al bambino di stare a tavola con i genitori dopo che ha finito la sua pappa, magari preparandogli un piattino di cibo da mangiare con le mani.

Continuare a rispettare i rifiuti
In questa fase della crescita il bambino dice spesso "no", di fronte a un cibo non gradito, ma non solo: è un modo per affermare la sua personalità. Si deve evitare di interpretare questi rifiuti come una sfida, facendolo mangiare a forza. Così si nega, infatti, la sua voglia di indipendenza e gli si mostra la propria debolezza: ben presto il piccolo la userà come arma di ricatto affettivo per ottenere ciò che vuole.

I 4 pasti fondamentali
Da alcuni mesi il bambino ha regolato la sua alimentazione su 4 pasti: colazione, pranzo, merenda e cena. Questa impostazione va mantenuta.

Suddividere le portate
Dopo l’anno il bambino gradirà molto la suddivisione in portate del pasto, purché ritrovi nel piatto alimenti che è in grado di assimilare bene. Si può quindi cominciare ad alternare primi piatti diversi, ma anche a separare il secondo dal contorno. All’inizio si presenta solo la carne o il pesce e, in seguito, si affiancano le verdure, sempre meno passate.

Le giuste porzioni
È bene offrire porzioni adeguate, compatibili con l’età del bambino e il suo stato di salute. Se il piccolo è vorace è consigliabile proporgli cibi poveri di calorie, per evitare il rischio di sovrappeso. Se invece è pigro e poco affamato una porzione abbondante può demotivarlo, inducendo un rifiuto.

In generale, non è bene che i bambini mangino fuori pasto. Le sole merende consigliate sono quelle di metà mattina e metà pomeriggio, utili a interrompere l’intervallo tra i 3 pasti principali (colazione, pranzo e cena). Si dovrà trattare di spuntini sani e non troppo abbondanti: il pediatra è sempre la persona di riferimento per valutare il reale fabbisogno energetico del bambino e impostare così una dieta nutrizionalmente corretta.