Dopo circa un mese si introduce la seconda pappa, che sostituisce la poppata della sera. Questa data non è fissa e verrà valutata in base all’epoca in cui è stato iniziato lo svezzamento, al tempo impiegato per far accettare al piccolo la prima pappa, alla tolleranza del bambino e ai consigli del pediatra. Spesso l’introduzione della seconda pappa coincide con il passaggio ai 4 pasti quotidiani e la seconda pappa diventa l’ultimo pasto della giornata.
Con il passaggio alla seconda pappa il bambino si è già abituato ai sapori meno dolci e alle consistenze cremose e, in genere, accetta più facilmente le novità. Ora, sempre rispettando i suoi tempi e mantenendo la stessa gradualità nell’inserimento dei nuovi alimenti, si possono apportare delle varianti di gusto e consistenza alla pappa che ha imparato ad apprezzare:
- al brodo vegetale si può aggiungere qualche cucchiaino di verdura passata, che arricchisce la pappa di sapore, ma anche di vitamine, sali minerali e fibre, che favoriscono la regolarità intestinale;
- viene inserito, al posto della carne, il formaggio, grande novità della seconda pappa. Ricco di proteine ad alto contenuto biologico, apporta un’ottima quota di calcio. Oltre al parmigiano, si potranno offrire formaggi magri come la ricotta, la robiola, la crescenza o il caprino.
Dai 6 ai 9 mesi
Verso il 6° mese il bambino ha raddoppiato il peso che aveva alla nascita e nelle ultime settimane ha compiuto grandi progressi in fatto di cibo. Ha imparato a familiarizzare con le nuove abitudini, ad accettare vari cibi, ha preso confidenza con il cucchiaino e il suo appetito si è adattato ai nuovi ritmi.
- Ora che consuma più energia, vengono introdotti i cereali con glutine: al brodo vegetale si possono aggiungere le creme multicereali e con cereali integrali, il semolino di grano, le prime pastine (nei formati più piccoli) e il riso. Con la comparsa dei primi dentini si potranno proporre anche le pastasciuttine.
- Intorno ai 7-8 mesi (salvo casi di allergia in famiglia) viene introdotto il pesce, che apporta un buon quantitativo di sali minerali e vitamine ed è ricco di grassi polinsaturi. Merluzzo, nasello e sogliola, ecco le prime qualità da fargli assaggiare.
- Grande varietà anche riguardo alla carne, che rimane l’ingrediente fondamentale di uno dei due pasti principali. Oltre a pollo, coniglio e tacchino, il bambino può assaggiare i gusti più decisi del manzo e del maiale e, dai 7-8 mesi, gli si può proporre il prosciutto cotto, senza polifosfati, sgrassato e finemente tritato (o, in alternativa, omogeneizzato).
- Se non ci sono casi di allergia in famiglia viene introdotto anche l’uovo. Verso il 7°-8° mese si può proporre il tuorlo, con gradualità, iniziando dalla punta di un cucchiaino per arrivare al tuorlo intero, da proporre 2 volte alla settimana nella minestrina al posto della carne. Per l’albume è meglio attendere il compimento del primo anno di età.
- Anche i legumi fanno la loro comparsa nella dieta del bambino in questo periodo: fagioli, ceci, lenticchie e piselli (senza buccia) possono essere utilizzati per la preparazione di un brodo di legumi oppure essere occasionalmente alternati alla carne, se abbinati ai carboidrati (pasta e cereali).
- Altra novità è lo yogurt, che può essere offerto a merenda (in alternativa al latte materno o di proseguimento, con i biscotti). Come per gli altri alimenti, è bene verificare sull’etichetta che sia privo di conservanti, aromatizzanti e coloranti.
- Per quanto riguarda la frutta, in questo periodo il bambino può mangiare, oltre alla mela, alla pera e alla banana, anche prugne, albicocche ecc. Gli agrumi, la pesca e l’ananas, potenzialmente allergizzanti, vanno introdotti con cautela: se non vi sono casi di allergia in famiglia si potranno proporre a partire dall’8°mese; in caso contrario, è bene attendere l’anno di età. Sono da rimandare a dopo il primo compleanno i frutti rossi (fragole, lamponi, mirtilli ecc.) e i kiwi.
In questa prima fase dello svezzamento è necessario tenere sempre presenti non solo le esigenze nutritive, ma anche e soprattutto quelle psico-affettive del bambino. Per i genitori, sì alla pazienza, alla serenità, all’insegnamento di poche, semplici regole; no alla fretta, alle imposizioni, all’ansia