Il ruolo di mamma e papà
Sono i genitori la prima fonte di ispirazione per il bambino: quello che fanno (anche come e perché lo fanno) rappresenta il più importante modello di educazione, soprattutto nei primi anni della sua vita.
A tavola quindi, come in ogni altra situazione, il bambino chiede sicurezza, protezione e amore; osserva i genitori, si misura con loro, cresce e impara.
La psicologa consiglia...
L’educazione alimentare e il positivo approccio con il cibo, impostati fin dall’infanzia, possono agire favorevolmente sulla prevenzione dei disturbi dell’alimentazione e del peso (anoressia/bulimia, obesità).
Dare al cibo il giusto valore significa evitare di utilizzarlo come premio, punizione o distrazione: è importante associare all’ora del pasto solo connotazioni positive. Il cibo non è merce di scambio e il bambino non deve mangiare per ottenere come ricompensa l’affetto o l’approvazione dei genitori.
Ma allora, come gestire un "no", un capriccio, una sfida del piccolo a tavola?
Per prima cosa bisogna armarsi di pazienza e mantenere il controllo della situazione, sapendo che qualche volta il bambino può non avere fame e decidere di saltare il pasto (e non morirà di fame!) o preferisce continuare le attività che stava facendo.
In ogni caso è importante cercare sempre di capire il motivo del suo comportamento: se, per esempio, il bambino non sta bene, ha sonno o non si sente di mangiare, è bene non forzarlo.