In casa
I nemici del respirare bene non sono solo all'esterno: spesso si pone una attenzione particolare, e sicuramente giustificata, all'inquinamento delle città e delle strade ma si sottovaluta la presenza anche dentro casa di sostanze inquinanti. Si tratta di microrganismi ed impurità di varia natura che influenzano la qualità dell'aria e che possono condizionare negativamente la salute ed il benessere, soprattutto nei primi mesi di vita, quando il bambino trascorre gran parte del suo tempo nell'ambiente domestico.
E' bene sapere inoltre che l'aria dei luoghi chiusi possiede generalmente una bassa concentrazione di ioni negativi, presenti invece in grandi quantità negli ambienti naturali e che danno una sensazione generale di benessere.
Gli ospiti indesiderati
Pollini, Acari della polvere, Peli di animali: molto diffusi nelle nostre case, a contatto con le mucose dell'apparato respiratorio possono scatenare, in persone predisposte, forme allergiche (riniti, congiuntiviti, broncocostrizione).
Virus, Batteri e Muffe: sono responsabili di infezioni ed infiammazioni respiratorie (infezioni virali acute, crisi asmatiche).
Polveri sottili/Gas di scarico/Formaldeide: provenienti dall'esterno o rilasciati da tinture e colle per l'arredamento, sono correlate a diverse patologie acute e croniche dell'apparato respiratorio (asma, bronchiti).
Fumo di sigaretta: il fumo passivo, oltre a danni a lungo termine, causa significative irritazioni di gola e mucose nasali con conseguenze sulla respirazione.
Temperatura e umidità
La temperatura di casa riveste un ruolo importante nel benessere del neonato: non dovrebbe mai superare i 18°/20°C, soprattutto nei primi mesi di vita, quando il bambino non ha ancora un sistema di termoregolazione sviluppato ed è quindi soggetto a colpi di calore. Una temperatura elevata non è mai salutare, così come non è consigliato coprire troppo il bambino durante la nanna e il gioco.
Anche l'umidità relativa ha un'influenza determinante sulla qualità dell'aria negli ambienti interni ed è strettamente correlata all'incidenza di malattie respiratorie ed allergie. Un corretto livello di umidità riduce infatti la proliferazione di batteri, virus, acari e muffe che, come abbiamo visto, sono frequentemente responsabili di attacchi d'asma e di infiammazioni respiratorie.
L'umidità relativa deve essere però modificata in relazione alle condizioni di salute del bambino. Se il bambino sta bene è consigliato mantenere i valori tra il 50% e il 60% ma, nel caso di malattie da raffreddamento, è bene aumentare l'umidità relativa dell'ambiente tramite un umidificatore, per prevenire la secchezza della mucosa delle vie nasali e renderle meno suscettibili alle infezioni.
Se invece il bambino è asmatico/allergico i livelli di umidità devono scendere tra il 35 e il 50%. In questo caso è utile l'utilizzo di un deumidificatore. Per monitorare costantemente l'umidità e la temperatura dell'aria degli ambienti dove vive il bambino si può ricorrere ad un termoigrometro.
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L'acaro: non si vede ma...
L'acaro "della polvere" (Acarus Dermatophagoides) è un allergene molto diffuso nelle nostre abitazioni ed è il maggior responsabile di malattie del bambino come asma, dermatiti, riniti e congiuntiviti. Questo essere microscopico è invisibile ad occhio nudo, si nutre di scaglie di cute e di polvere e vive quasi esclusivamente all'interno di cuscini, materassi e piumoni perchè qui trova le condizioni migliori (assenza di luce, temperatura e umidità elevata, residui cutanei).
In Italia l'allergia all'acaro rappresenta la più frequente sensibilizzazione respiratoria nel bambino al di sotto dei 6 anni.
L'insorgere dell'allergia è strettamente correlata all'esposizione del bambino all'acaro: per prevenire l'episodio allergico o intervenire in caso di allergia accertata è importante ridurre il più possibile la concentrazione di acari nell'ambiente e il contatto del bambino con questo allergene.
E' perciò consigliato ricoprire cuscini e materassi con fodere antiacaro che costituiscono una efficace barriera fisica per questo organismo, eliminare dalla cameretta oggetti che catturino la polvere, tendaggi e tappeti, mantenere la temperatura e soprattutto l'umidità ai livelli medi consigliati.
L'associazione tra acari ed asma allergico è particolarmente evidente nella stagione autunnoinvernale, ma questi allergeni sono perenni, a differenza dei pollini che sono prevalentemente primaverili.
L'acaro non sopravvive al clima secco ed alle temperature basse ed è assente sopra i 1500 metri di quota.
COSA FARE IN CASA
E' possibile intervenire sulla qualità dell'aria negli ambienti domestici attuando comportamenti mirati ed utilizzando dispositivi che agiscono sui principali inquinanti indoor.
Se il bambino è in condizioni di salute normali:
- Temperatura ideale fra 18° e 20°C,
- Tasso corretto di umidità relativa tra il 40 e il 60%.
In caso di malattie da raffreddamento:
- Valori di umidità relativa tra 60 e 70%.
Se il bambino è asmatico/allergico:
- Valori di umidità relativa tra 35 e 50%.
Inoltre è importante seguire le più comuni norme igieniche:
- Arieggiare spesso i locali.
- Utilizzare da subito cuscini e materassi con fodere antiacaro anche se il bambino non ha manifestato reazioni allergiche.
- Controllare il tasso di umidità relativa tramite un igrometro e regolarizzarlo con umidificatori o deumidificatori, secondo l'esigenza.
- Durante la stagione invernale non eccedere nel riscaldamento dei locali.
- Evitare di fumare non solo in presenza del bambino ma nemmeno in assenza del bambino e in ambienti diversi. Infatti anche il fumo riesalato dai polmoni dei conviventi ha una sua influenza sulla salute respiratoria del bambino.
- Limitare il contatto con oggetti/giocattoli dove la polvere può accumularsi.
- Effettuare una accurata igiene nasale al piccolo, evitando comunque un eccessivo uso di lavaggi.
- Utilizzare un purificatore d'aria per abbattere le impurità e gli inquinanti.
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